Cosa si portano a casa gli studenti?

Da quando è stato istituito, il sistema scolastico ha avuto un unico scopo: formare i futuri cittadini. Cosa questo significhi, però, si è trasformato negli anni in concomitanza con l’evolversi della società.

A cambiare in primis il modo di vedere le due figure fondamentali coinvolte in questo processo: lo studente, che oggi non è più considerato una tabula rasa, uno zainetto da riempire di contenuti e l’insegnate che è passato dall’essere considerato come colui che detiene il sapere a colui che muove il desiderio di conoscere, insegna come si apprende poiché questo processo non avviene solo a scuola e non termina con essa. Abbiamo assistito quindi ad una fervida discussione sui metodi, i contenuti e le strategie di insegnamento.

Noi di Nativi digitali reputando l’argomento particolarmente interessante, avevamo già iniziato una riflessione con Isabel de Maurissens, ricercatrice dell’INDIRE, la continuiamo oggi con Emanuela Zibordi, insegnante di Scienze Motorie ed appassionata e riconosciuta tecnologa. Con lei, vista la sua recente pubblicazione, ci siamo concentrati sui testi scolastici, che, se vogliamo, possono essere considerati l’emblema del sapere scolastico (cosa è importante conoscere) e di come questo sapere viene organizzato e fruito.

Comments
One Response to “Cosa si portano a casa gli studenti?”
  1. Gemma Ranucci scrive:

    Oggi i docenti riconoscono la centralità dell’allievo ed introducono elementi innovativi, che segnano una svolta nell’”essere” a scuola e nel “fare” scuola..
    Oggi la scuola è di tutti, ma costruita a misura di ciascuno, che valorizza al massimo le attitudini, le inclinazioni e le aspirazioni dei singoli studenti, che aiuta a divenire “grandi” sollecitando in loro il desiderio di maturare in modo consapevole, da protagonisti, attraverso un’adesione personale volontaria e deliberata e coinvolgendoli nel processo della propria crescita.

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